Misurazione della lunghezza d’onda λ di un laser, attraverso la diffrazione per una fenditura
a

Elaborazione dei dati (grafici e calcoli)



Grafico 1 - grafico della tabella 1

Questo grafico descrive l’andamento della luminosità lungo il piano su cui il rivelatore ha acquisito i dati; la distanza in mm è espressa in ascissa, in ordinata è mostrata l’intensità.

In corrispondenza del massimo centrale abbiamo un picco ed una parte piatta, questo non perché i valori siano realmente così, ma poiché, avendo un laser abbastanza potente e avendo effettuato un allineamento ottimo, i nostri valori di intensità luminosa sono risultati talmente alti da superare il limite del rivelatore stesso, che in corrispondenza del picco centrale ha mostrato il limite massimo di intensità percepibile del rivelatore.

grafico1




Grafico 2 grafico della tabella 2

Questo grafico esprime i minimi della funzione, in fatti sono espressi i valori di n in ascissa e di y/L in ordinata. In posizione centrale (n=0) si ha il massimo centrale. La retta quasi perfetta sottolinea i buoni risultati ottenuti sperimentalmente.

grafico2





Grafico 3 -Grafico della tabella 3

Il grafico descrive l’andamento della luminosità lungo il piano su cui il rivelatore ha acquisito i dati; la distanza in mm è espressa in ascissa, in ordinata è mostrata l’intensità.Questa volta abbiamo ben evidenziato il massimo centrale, in quanto nella seconda esperienza abbiamo ottenuto valori di intensità luminosa più bassi, rientrando nel limite del rivelatore.

 

 

grafico3


Calcoli

 

I esperienza

y/L = n∙λ/d da cuiY/L∙n = λ/d

Attraverso il Software Origin analizziamo i dati, attraverso il Fit lineare otteniamo che

λ/d = 0,00332

da cui y/L =170/505=0,337 λ = 0,337 ∙d , sapendo che d = 0,2 mmλ = 0,674 mm = 674 nm

II esperienza

D = λ∙1,22/ senθ

senθ=y/L

9,8-5,2 = 4,6 distanza fra i primi 2 minimi

y= 4,6/2 = 2,3

y/L = 2,3/505 = 0,0044

D=0,674∙1,22/0,0044 0.823/0,0044 = 187

da qui ricaviamo che d= 1,87 mm




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