Misurazione della lunghezza d’onda λ di un laser, attraverso la diffrazione per una fenditura
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Descrizione dell'esperimento


L’esperienza consiste di due esperimenti, uno per ciascuno dei due giorni, ognuno di questi consta di parti: una pratica ed una teorica di elaborazione dei dati.

La prima consiste nell’allestire su un tavolo di laboratorio l’esperimento,fissando, per mezzo di alcune viti, i tre cavalieri con montati sopra il laser, un porta fenditura (su cui abbiamo montato due diverse fenditure, una circolare e una lineare), e un rivelatore.

Allineati i tre strumenti, si sposta il rivelatore, che al momento dell’allineamento era in posizionecentrale (esattamente 7,5 mm sulla scala micrometrica), fino alla fine della corsa lungo il piano orizzontale, spostandolo in corrispondenza del valore nullo della scala, in modo da percorrere la figura di diffrazione in un solo verso.

A questo punto possiamo iniziare a misurare la tensione proporzionale all’intensità della luce del laser, per mezzo di un voltometro. Accendendo l’alimentatore, il rivelatore, iniziamo a prendere nota dei dati che appaiono sul tester (regolato opportunamente sulla corrente e sulla sensibilità). Poi effettuiamo varie misure, spostando il rivelatore con dei movimenti micrometrici orizzontali, di 0,2 mm, ripetendo l’esperimento per tutta la scala di circa 1,5 cm.

Tutte le misurazioni sono state immesse in un foglio di Excel nel software Origin. Attraverso questo software abbiamo analizzato i dati e per ottenere anche un riscontro visuale, li abbiamo anche trasformati in grafici.

Lo scopo della prima esperienza era quello di determinare la lunghezza d’onda λ del laser, grazie alla relazione y/L = n∙λ/d
Questa misura è indispensabile per i calcoli necessari al secondo esperimento.

Il secondo esperimento è quasi identico al primo, dal punto di vista pratico. Infatti nell’esperienza l’unica differenza riscontrata è la diversa fenditura utilizzata, in questo caso infatti abbiamo riposto quella lineare per sostituirla con una circolare. Si è proceduto come nel primo esperimento, ottenendo andature dei valori paragonabili a quelli precedenti, solamente in scala più ridotta, vista la minore tensione proporzionale alla minor intensità della luce del laser che arrivava sul rivelatore.

Scopo del secondo esperimento era determinare proprio il diametro della fenditura, in base alla relazione D∙senθ = λ∙1,22




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